L’argilla è il primo materiale plastico naturale ad essere stato usato dall’uomo, e le sue doti antinfiammatorie e assorbenti sono note da secoli.

La medicina naturale la raccomanda in abbondanza, e nella mia esperienza ho visto meraviglie dopo solo una o due applicazioni di questa terra portentosa.

È un eccellente rimedio per dolori localizzati, infiammazioni, gonfiori, ascessi, distorsioni ed anche intossicazioni.

Grazie alle sue componenti calcaree e siliciche è in grado di assorbire sia l’acqua che la forza del sole, e di rilasciare nell’organismo le loro forze curative chelando al contempo metalli pesanti e tossine.

Oltre a tonificare i tessuti, l’argilla rilascia alla disponibilità dell’organismo minerali come ferro per il sangue, zinco per la prostata, ossido di alluminio per il cuore e lo stomaco, magnesio per il cervello e tutto il sistema nervoso.

Unendo all’argilla il potere profondo degli oli essenziali possiamo sostenere la disintossicazione e portare un profondo rinnovamento privo di controindicazioni a tutti i tessuti.

Quale argilla scegliere?

Se sappiamo dove reperirla possiamo optare per argilla “fresca”, estratta dalle cave, altrimenti ci affideremo a quelle in commercio, altrettanto efficaci.

Tra le possibilità di argilla e argilla ventilata, sceglieremo sempre quella ventilata per tutte le preparazioni da ingerire e per quelle più delicate.
Per i cataplasmi, vista l’abbondanza di cui c’è necessità ed il costo delle argille più fini, si può tranquillamente optare per una bentonite montmorillite di quelle da usare in agricoltura biologica, che assicura gli stessi risultati con un costo decisamente ridotto.

Come preparare l’argilla?

Prepareremo l’argilla da applicare mettendone circa una tazza (per un’applicazione su un avambraccio, per esempio) in un contenitore di vetro o coccio.

Sull’argilla mettiamo la stessa quantità di acqua, preferibilmente di fonte, copriamo con un piatto e lasciamo decantare per la notte; l’indomani l’argilla avrà assorbito tutta l’acqua; proviamone la consistenza, che deve essere un pò più morbida di una pasta dentifricia.
Prendiamo un cucchiaio di legno e solleviamone una cucchiaiata: mettendo il cucchiaio di taglio, la pasta dovrà rimanere attaccata al cucchiaio senza cadere.

Possiamo aggiungere alla nostra argilla un cucchiaio di olio di mandorle o di oliva e qualche goccia di olio essenziale di lavanda o di rosmarino, mescolando sempre con il cucchiaio di legno. Possiamo anche esporre la nostra ciotola con l’argilla al sole per un pò, affinchè si carichi del suo benefico influsso.

L’impacco di argilla

Applichiamo la pasta di argilla in uno strato generoso, alto almeno mezzo centimetro; copriamo la parte con un tovagliolo di carta e poi con un telo o una pellicola, e teniamola per un’ora, massimo un’ora e mezza; l’argilla ha proprietà magnetiche che espletano la loro funzione in quel lasso di tempo.

Al termine dell’applicazione rimuoviamo con cura l’argilla e laviamo la parte.

Possiamo ripetere le applicazioni in caso di trauma o forte dolore; gli effetti saranno immediatamente percepibili.

Libri sull’argilla

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