Quando parlo di eco-design penso a un modo di progettare che considera le conseguenze delle nostre scelte nel tempo.

Ogni intervento su una casa utilizza risorse: materiali, energia, lavoro, trasporti. E ogni scelta fatta oggi avrà un effetto anche domani, quando quella superficie dovrà essere mantenuta, quel mobile riparato, quell’impianto modificato o quella stanza adattata a nuove esigenze.

Per questo cerco di progettare pensando alla durata, alla semplicità, ai consumi e alla possibilità di intervenire ancora in futuro.

Mi piacciono le soluzioni che funzionano bene per molto tempo.

Un materiale che invecchia bene, un mobile che può essere riparato, una finitura che può essere rinnovata hanno per me più valore di qualcosa destinato a essere sostituito dopo pochi anni.

Anche la riparabilità è una qualità del progetto. Preferisco costruzioni comprensibili, materiali che possano essere mantenuti e componenti sostituibili singolarmente. Una soluzione molto complessa può diventare rapidamente costosa quando qualcosa si rompe, quando un ricambio scompare dal mercato o quando cambiano le esigenze della casa.

Quanto costa davvero una scelta?

C’è poi un aspetto dell’eco-design del quale si parla forse troppo poco: quanto costa mantenere nel tempo le soluzioni che progettiamo.

Il costo di una casa non finisce con la ristrutturazione.

Continua ogni mese attraverso riscaldamento, raffrescamento, illuminazione, manutenzione, sostituzione di componenti e apparecchiature.

Una casa che si surriscalda facilmente in estate e richiede aria condizionata per molte ore, oppure che disperde rapidamente il calore in inverno, continuerà a consumare energia e denaro per anni. Lo stesso può accadere con ambienti progettati senza sfruttare adeguatamente la luce naturale o con soluzioni che richiedono impianti sempre più potenti per compensare problemi che avrebbero potuto essere affrontati già attraverso il progetto.

Per me anche questo è eco-design: ridurre il bisogno prima ancora di scegliere la tecnologia che dovrà soddisfarlo.

Orientamento degli ambienti, schermatura dal sole, ventilazione naturale, isolamento, scelta delle superfici, disposizione delle aperture, utilizzo della luce disponibile e organizzazione degli spazi possono incidere molto sul comfort di una casa.

Poi arrivano gli impianti e le tecnologie, che possono essere preziosi quando sono dimensionati e utilizzati con criterio.

Anche una tecnologia presentata come “green” ha richiesto materie prime, produzione, trasporto e, prima o poi, dovrà essere riparata, sostituita o smaltita. Per questo preferisco valutare l’intero sistema e la sua durata invece di affidare automaticamente a un singolo prodotto l’etichetta di soluzione ecologica.

Materiali, durata e manutenzione

Lo stesso ragionamento vale per i materiali.

Quando è possibile scelgo materiali naturali o a basso impatto, tenendo conto anche della provenienza, della lavorazione necessaria, della durata e della manutenzione.

Legno, calce, pietra, ceramica, fibre naturali e molte lavorazioni tradizionali possono offrire soluzioni belle, sane e durevoli. Anche materiali contemporanei possono essere una scelta valida quando rispondono bene alla funzione, durano nel tempo e permettono una manutenzione semplice.

L’eco-design, per come lo intendo io, richiede quindi di guardare oltre il momento dell’acquisto.

Un materiale economico che deve essere sostituito tre volte può risultare più costoso, anche in termini ambientali, di uno che inizialmente costa di più e rimane in casa per decenni.

Allo stesso modo, una soluzione apparentemente molto sofisticata perde parte del suo valore se richiede continui interventi per continuare a funzionare.

Una casa deve poter cambiare

Le persone cambiano, le famiglie cambiano, cambiano le abitudini e le necessità.

Per questo considero importante anche la flessibilità.

Una casa capace di adattarsi ha una vita più lunga. Un ambiente che può cambiare funzione, un arredo trasformabile, una distribuzione che consente modifiche senza grandi demolizioni permettono alla casa di evolvere insieme a chi la abita.

Anche questa capacità di adattamento riduce nel tempo lavori, materiali, costi e rifiuti.

Usare bene quello che già esiste

E naturalmente c’è il recupero.

Una casa contiene già materiali, mobili, porte, pavimenti, piastrelle e altri elementi che hanno richiesto materie prime, energia e lavoro per essere prodotti. Prima di eliminarli cerco di capire se possano essere recuperati, riparati, adattati o semplicemente guardati con occhi diversi.

A volte è opportuno sostituire qualcosa con una soluzione nuova, più efficiente o più adatta. In altri casi ciò che esiste svolge ancora perfettamente la propria funzione e può acquistare nuova vita attraverso un intervento relativamente semplice.

Recuperare, quindi, è una delle possibilità. La scelta nasce ogni volta dalla valutazione di ciò che abbiamo davanti.

Progettare pensando al futuro

Per me eco-design significa soprattutto usare bene le risorse e progettare considerando l’intera vita delle nostre scelte.

  • Quanto durerà?
  • Quanto consumerà?
  • Sarà possibile ripararlo?
  • Quanto costerà mantenerlo?
  • Potrà adattarsi a esigenze diverse?
  • Quando arriverà davvero alla fine della sua vita, che cosa ne faremo?

Sono domande molto semplici, eppure cambiano profondamente il modo di progettare una casa.

Il risultato che cerco è una casa piacevole da abitare, facile da mantenere, capace di consumare il giusto e di continuare a funzionare bene nel tempo.

È un principio che accompagna il mio lavoro da molti anni.
Ed è uno dei criteri con cui rifarò la tua casa.