Nell'organizzazione degli spazi di una casa, per me il ripostiglio è quasi indispensabile.

Serve per le valigie, l’aspirapolvere, l’albero di Natale, le scarpe da sistemare, le scorte, gli attrezzi e tutte quelle cose necessarie che fanno parte della vita quotidiana e che, per quanto possiamo desiderare una casa essenziale e ordinata, da qualche parte devono stare.

Mi piace immaginarlo capiente, accessibile e nascosto alla vista.

Nelle ristrutturazioni recenti capita spesso che questo spazio venga sacrificato per guadagnare qualche metro quadrato nelle stanze. Sulla carta la casa sembra diventare più grande. Poi, però, bisogna trovare posto per tutto ciò che il ripostiglio avrebbe accolto.

Ed ecco comparire armadi aggiuntivi, mobili contenitore, scatole sopra gli armadi, scope dietro una porta, valigie sotto il letto e oggetti che migrano continuamente da una stanza all’altra.

Per questo, prima di eliminare un ripostiglio, preferisco chiedermi quanto spazio ci farà davvero guadagnare e quanto ne perderemo altrove per compensarne l’assenza.

Lo spazio di servizio fa funzionare lo spazio principale

Una casa ben organizzata ha bisogno anche di luoghi che lavorano dietro le quinte.

Il ripostiglio svolge proprio questa funzione: raccoglie ciò che serve senza necessariamente dover essere esposto o tenuto a portata di mano ogni giorno.

Concentrare molti oggetti in un unico spazio ben progettato può permettere di avere meno mobili nelle stanze, superfici più libere e percorsi più semplici. Un soggiorno può rimanere davvero un soggiorno, una camera può evitare di trasformarsi in un deposito e l’ingresso può accogliere chi entra senza dover contenere mezza casa.

In questo senso, un piccolo ripostiglio può far sembrare più grande tutto il resto.

E non servono necessariamente molti metri quadrati.

Conta molto di più come vengono utilizzati.

Pareti attrezzate fino in altezza, ripiani con profondità diverse, ganci, vani per gli oggetti lunghi, spazi dedicati alle cose utilizzate raramente e zone facilmente raggiungibili per quelle di uso frequente possono moltiplicare la capacità di uno spazio molto piccolo.

Anche l’illuminazione conta: cercare qualcosa in un ripostiglio buio e stipato trasforma una funzione utile in una piccola seccatura quotidiana.

Dove metterlo?

La posizione dipende dalla casa e dalle abitudini di chi la vive.

Vicino all'ingresso può accogliere scarpe, giacche, borse, attrezzature e oggetti da portare fuori.

Accanto alla cucina può diventare anche dispensa.

In prossimità del bagno può integrare biancheria, prodotti per la pulizia o, quando lo spazio e gli impianti lo consentono, una piccola lavanderia.

In altre case può essere sufficiente recuperare la parte terminale di un corridoio, una nicchia profonda, un sottoscala o uno spazio apparentemente difficile da utilizzare.

L’importante è che sia pensato come uno spazio vero, invece di diventare semplicemente il luogo in cui finiscono le cose che non sappiamo dove mettere.

Anche un ripostiglio deve essere progettato.

Bisogna capire cosa dovrà contenere, con quale frequenza verranno utilizzati gli oggetti, quali dimensioni hanno e come sarà possibile raggiungerli senza dover ogni volta svuotare metà stanza.

Ordine significa anche facilità d’uso

Per me l’ordine in una casa non consiste nell'avere poche cose in vista.

Consiste soprattutto nel sapere dove mettere le cose e poterle prendere facilmente quando servono.

Se per raggiungere l’aspirapolvere bisogna spostare tre scatoloni, o se le valigie occupano per tutto l’anno una parte importante dell’armadio della camera, probabilmente il problema non sono gli oggetti: è l’organizzazione dello spazio.

Un buon ripostiglio assorbe una parte della complessità della vita quotidiana e permette al resto della casa di funzionare con maggiore semplicità.

E può cambiare nel tempo.

Oggi può contenere passeggini e giochi, domani attrezzatura sportiva, poi valigie, utensili o materiali per un hobby. Per questo preferisco attrezzature semplici e modificabili, capaci di adattarsi senza dover rifare tutto ogni volta.

E poi c’è il mio ripostiglio

Per me questo piccolo ambiente ha anche qualcosa di affettivo.

Ricordo il ripostiglio di mia nonna, con l’odore della cera per i pavimenti e del lucido da scarpe, pieno di cose utili e di piccoli tesori.

Non era certo una stanza da mostrare agli ospiti.

Era uno spazio discreto, eppure importantissimo per la vita della casa.

Forse è anche per questo che continuo a considerare il ripostiglio uno degli ambienti più preziosi da progettare bene.

Perché una casa funziona meglio anche grazie agli spazi che quasi non si vedono.