Quando progetto una casa penso naturalmente all’aspetto, alle proporzioni, ai materiali e alla luce, però cerco sempre di immaginare anche quello che succederà dopo, quando le fotografie saranno state fatte e qualcuno comincerà a viverci tutti i giorni.

Una soluzione può essere molto bella sulla carta e rivelarsi irritante nell’uso quotidiano: basta una porta che urta contro un mobile, un piano di lavoro troppo corto, un interruttore nel posto sbagliato o un pensile difficile da raggiungere perché un dettaglio apparentemente secondario venga ricordato ogni singolo giorno.

Per questo una casa dovrebbe essere progettata partendo dagli spazi reali e dalle persone che dovranno utilizzarli, considerando le loro dimensioni, le abitudini, i gesti quotidiani e anche le attività meno affascinanti, come pulire, riporre, raggiungere qualcosa o sostituire ciò che si rompe.

Quei dieci centimetri che rovinano una cucina

Qualche giorno fa leggevo il racconto di una signora che aveva appena fatto realizzare una cucina nuova, spendendo una cifra importante.
La stanza era molto stretta e, una volta montata la composizione, il piano di lavoro terminava circa dieci centimetri prima della parete.

Dieci centimetri sono pochi per poterci mettere qualcosa e abbastanza per creare un problema: gli oggetti possono cadere nello spazio rimasto libero, la pulizia diventa scomoda e l’occhio continua a percepire quel vuoto come qualcosa che non torna.

A quel punto il piano non poteva più essere allungato senza sostituirlo. L’arredatore attribuiva la responsabilità al mobiliere, il mobiliere la rimandava all'arredatore e, nel frattempo, l’unica persona che avrebbe dovuto essere soddisfatta del risultato si ritrovava con una cucina nuova, costosa e deludente.

Quello spazio di dieci centimetri avrebbe dovuto essere individuato sulla carta, prima di ordinare qualsiasi cosa.

È proprio qui che misura, progetto e verifica diventano fondamentali. Una cucina può anche essere composta da mobili eccellenti e da un piano bellissimo; se l’insieme non risolve correttamente lo spazio nel quale viene inserito, la qualità dei singoli elementi serve a poco.

Le misure della casa devono incontrare quelle delle persone

La fotografia che accompagna questo articolo mostra un caso molto comune: pensili collocati troppo in alto o talmente sviluppati in altezza da rendere una parte consistente dello spazio di contenimento difficilmente raggiungibile.

Sulla composizione grafica può sembrare una soluzione elegante e perfettamente sfruttata fino al soffitto. Nell'uso quotidiano può significare prendere una scaletta ogni volta che serve qualcosa oppure relegare metà degli oggetti nelle zone che nessuno ha voglia di raggiungere.

Anche qui entra in gioco la persona.

L’altezza corretta di un pensile cambia se chi utilizza abitualmente la cucina è alto un metro e cinquanta oppure un metro e novanta. Lo stesso vale per un piano di lavoro, per una mensola, per l’interno di un armadio, per la posizione di una presa o per lo spazio necessario intorno a un tavolo.

Le dimensioni standard sono utili come riferimento; la casa reale viene però utilizzata da persone reali, che hanno altezze, capacità fisiche, abitudini e necessità diverse.
E queste esigenze possono anche cambiare nel tempo.

Anche pulire e mantenere fa parte del progetto

Ci sono aspetti ai quali si pensa raramente durante la scelta di un arredo e che diventano molto evidenti qualche mese dopo.

Chi pulirà quella superficie? Quanto sarà facile raggiungere l’angolo dietro al mobile? Una perdita d’acqua sarà facilmente individuabile? Se un elemento si rompe, si potrà raggiungere senza smontare mezza stanza? Quel materiale sopporterà davvero l’uso che ne faremo?

Sono questioni semplici e molto concrete, come piace a me.

Mi piacciono le soluzioni che permettono di usare una casa senza dover continuamente fare attenzione alla casa stessa: superfici adatte alla funzione, spazi facilmente accessibili, materiali che si possono mantenere e ripristinare e contenitori collocati dove servono davvero.

Una casa riuscita dovrebbe facilitare i gesti quotidiani al punto da farci quasi dimenticare che qualcuno, prima, ha dovuto pensarli.

Progettare per la vita vera

Alla fine, molte delle cose che determinano il comfort di una casa sono poco spettacolari.

Sono quei dieci centimetri che sono stati risolti prima che diventassero un problema, il pensile che si raggiunge senza salire su una sedia, la presa che si trova esattamente dove serve, il divano che non si sporca solo a guardarlo, il passaggio abbastanza largo da muoversi comodamente e il mobile che può essere pulito anche dietro.

Sono dettagli che raramente finiscono sulla copertina di una rivista di arredamento, però sono quelli con cui conviviamo tutti i giorni.

Una casa ben progettata dovrebbe essere bella da vedere e, soprattutto, facile da vivere.