La luce cambia il modo in cui percepiamo una casa.

Può far sembrare una stanza più ampia o più raccolta, mettere in evidenza una superficie, attenuare una forma poco felice, rendere protagonista un elemento che fino a quel momento quasi non avevamo notato.

Il colore fa altrettanto.

Per questo considero luce e colore veri e propri strumenti di progetto, capaci di modificare profondamente la percezione di un ambiente anche quando muri, pavimenti e arredi rimangono quasi gli stessi.

Prima di scegliere un colore, guardo la luce

Quando lavoro su un ambiente, una delle prime cose che osservo è la sua luce naturale.

Da dove entra?
A che ora arriva?
Quanto rimane?
Su quali superfici si riflette?
Come cambia durante la giornata?

La luce di una casa dipende dall'esposizione, dalle dimensioni e dalla posizione delle aperture, e anche da tutto ciò che si trova intorno.

Una finestra affacciata su un giardino circondato da alberi può ricevere una luce filtrata e riflessa dal verde delle foglie. In città possono entrare riflessi provenienti dalle facciate degli edifici vicini, dall'asfalto, dai tetti o da superfici molto chiare. Vicino al mare la luce può assumere ancora un'altra qualità.

Persino due appartamenti apparentemente identici, nello stesso edificio, possono avere atmosfere differenti semplicemente perché si trovano a piani diversi o guardano verso contesti diversi.

E quella luce interagisce continuamente con i colori che scegliamo.

Un bianco visto su una cartella colori, sotto la luce di un negozio, può apparire completamente diverso una volta steso sulla parete di casa. Un grigio può acquistare una dominante fredda, un beige può diventare giallastro, un verde quasi neutro può improvvisamente mostrarsi molto più verde di quanto immaginassimo.

Per questo il colore, per me, si sceglie nello spazio in cui dovrà vivere.

La moda entra anche nelle nostre case

Come per l'abbigliamento, anche nell'interior design siamo continuamente esposti alle mode.

Vediamo una bella casa su una rivista, una cucina sui social, una parete colorata in una trasmissione televisiva, l'appartamento appena ristrutturato di un'amica. Ci piace, la ricordiamo e cominciamo a immaginarla anche a casa nostra.

È naturale.

Quell'immagine, però, nasce in un ambiente preciso.

La stanza che abbiamo ammirato potrebbe avere finestre enormi rivolte a sud, soffitti alti tre metri e mezzo e una luce completamente diversa dalla nostra. Potrebbe trovarsi in una casa moderna molto aperta, mentre noi viviamo in un appartamento genovese stretto e profondo. Oppure quell'elegantissimo grigio scuro visto in fotografia potrebbe funzionare magnificamente in una stanza inondata di luce e risultare pesante in un ambiente più ombroso.

Applicare indistintamente la stessa soluzione sarebbe un po' come vedere un bellissimo abito indossato da una persona con un fisico a clessidra e decidere di farlo indossare identico a chi ha un fisico a mela.

L'abito può essere bellissimo.

Bisogna vedere come veste la persona che dovrà indossarlo.

Per una casa vale la stessa cosa.

Le tendenze sono una fonte preziosa di idee. Possiamo prenderne un colore, un'atmosfera, un accostamento, una soluzione che ci ha colpito e poi reinterpretarla attraverso le caratteristiche della nostra casa.

Ogni stanza ha una sua forma

Ci sono stanze lunghe e strette, stanze quasi quadrate, soffitti molto bassi o molto alti, corridoi bui, nicchie, rientranze, pareti irregolari.

Luce e colore permettono di lavorare sulla percezione di queste caratteristiche.

Possiamo dare maggiore profondità a una parete, rendere più raccolto un ambiente molto alto, accompagnare lo sguardo verso una zona della stanza, far arretrare visivamente una superficie o attribuire maggiore importanza a un elemento.

Anche il soffitto può partecipare al progetto, invece di essere automaticamente considerato una superficie da lasciare bianca.

E qui entra in gioco una cosa che trovo particolarmente interessante: quello che inizialmente consideriamo un difetto può diventare il tratto più caratteristico della stanza.

Una parete obliqua può creare una prospettiva particolare.
Una nicchia può diventare il punto focale dell'ambiente.
Un soffitto basso può suggerire un'atmosfera intima e raccolta.
Una stanza molto lunga può offrire l'occasione per creare funzioni differenti senza costruire nuove pareti.

Prima di cercare di correggere una caratteristica, quindi, vale la pena capire se possiamo usarla a nostro favore.

Quando luce e colore correggono lo spazio

Qui esiste un esempio straordinario, che dimostra quanto questi strumenti possano essere utilizzati con intelligenza.

Casa Batlló, Barcellona

Nel patio di luce di Casa Batlló Antoni Gaudí dovette affrontare un problema molto concreto: la luce naturale proveniente dall'alto raggiungeva i diversi piani con intensità differenti.

Pensò di rivestire le pareti con piastrelle blu seguendo un gradiente inverso rispetto alla quantità di luce: blu più intenso nelle zone superiori, maggiormente illuminate, e tonalità progressivamente più chiare scendendo verso i piani inferiori.

Lavorò contemporaneamente anche sulle aperture, più piccole in alto e più grandi ai livelli inferiori.

Colore, dimensione delle finestre e luce naturale diventano così parti dello stesso progetto e contribuiscono a dare una percezione più uniforme della luminosità lungo tutta l'altezza del patio.

La prima fotografia mostra il risultato percepito: osservando il patio nel suo insieme, il colore appare sorprendentemente uniforme. La seconda, vista da vicino, rivela invece la varietà di tonalità necessaria per ottenere quell’effetto.

Patio di luce di Casa Batlló visto dal basso. La gradazione delle piastrelle, più intense in alto e più chiare verso il basso, compensa la diversa quantità di luce naturale e fa percepire il rivestimento come molto più uniforme di quanto sia realmente.  Foto: Mcginnly / Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0.

Prima immagine — vista complessiva

Patio di luce di Casa Batlló visto dal basso. La gradazione delle piastrelle, più intense in alto e più chiare verso il basso, compensa la diversa quantità di luce naturale e fa percepire il rivestimento come molto più uniforme di quanto sia realmente.

Foto: Mcginnly / Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0.

Seconda immagine — dettaglio delle piastrelle

Nel dettaglio ravvicinato si distinguono chiaramente le diverse tonalità di blu utilizzate nel rivestimento: variazioni cromatiche studiate per contribuire a riequilibrare la percezione della luce ai diversi livelli del patio.

Foto: Tassilirosmar / Wikimedia Commons — CC BY-SA 3.0 ES.

È un esempio particolarmente bello perché il colore svolge contemporaneamente una funzione estetica e percettiva.

Gaudí parte da come si comporta realmente quello spazio e usa il progetto per riequilibrarlo.

Lo stesso principio, naturalmente su una scala molto più semplice, può essere applicato anche nelle nostre case: osservare prima ciò che accade e scegliere poi come intervenire.

Poi arriva la luce artificiale

Anche la luce artificiale merita di essere progettata pensando a ciò che realmente accade nella stanza.

Una sola lampada centrale difficilmente riesce a rispondere bene a tutte le esigenze di un ambiente.

Leggere, cucinare, lavorare, cenare, conversare o semplicemente rilassarsi richiedono luci diverse.

Preferisco quindi ragionare per funzioni e atmosfere: una luce generale quando serve, punti dedicati alle attività, illuminazione più morbida nelle zone destinate al riposo e, quando ha senso, qualche luce capace di valorizzare una parete, un quadro, una texture o un elemento architettonico.

Anche temperatura e qualità della luce cambiano la percezione dei colori. Lo stesso ambiente può apparire accogliente sotto una luce e sgradevole sotto un'altra, pur mantenendo esattamente gli stessi arredi e le stesse pareti.

Quantità e potenza, da sole, dicono quindi poco.

Conta dove arriva la luce, che cosa illumina e come viene percepita da chi occupa lo spazio.

La casa giusta, invece della casa di moda

Le tendenze possono farci scoprire colori, materiali e combinazioni ai quali magari non avevamo mai pensato.

Poi bisogna tornare a casa nostra.

Guardare le finestre, le proporzioni, ciò che vediamo fuori, il pavimento che abbiamo già, i mobili che vogliamo mantenere e soprattutto il modo in cui desideriamo sentirci dentro quelle stanze.

Una fotografia può essere un'ispirazione. Il progetto comincia quando quell'ispirazione incontra la casa reale.

A volte luce e colore servono a correggere qualcosa.
A volte servono a enfatizzarlo.

E qualche volta quello che avevamo sempre considerato il difetto della nostra casa, visto sotto una luce diversa, si rivela proprio il suo miglior pregio.

È questo che cerco quando progetto con luce e colore: far emergere il carattere di una casa, invece di vestirla con l'abito di qualcun altro.