Quando entro in una casa da rinnovare, parto da una domanda semplice:
“Cosa c’è qui che vale la pena conservare?”
Una porta vecchia può avere ancora molto da dare.
Un pavimento segnato dal tempo può avere ...
Quando entro in una casa da rinnovare, parto da una domanda semplice:
“Cosa c’è qui che vale la pena conservare?”
Una porta vecchia può avere ancora molto da dare.
Un pavimento segnato dal tempo può avere ...
La luce cambia il modo in cui percepiamo una casa.
Può far sembrare una stanza più ampia o più raccolta, mettere in evidenza una superficie, attenuare una forma poco felice, rendere protagonista un elemento che fino ...
Quando parlo di eco-design penso a un modo di progettare che considera le conseguenze delle nostre scelte nel tempo.
Ogni intervento su una casa utilizza risorse: materiali, energia, lavoro, trasporti. E ogni scelta ...
Nell'organizzazione degli spazi di una casa, per me il ripostiglio è quasi indispensabile.
Serve per le valigie, l’aspirapolvere, l’albero di Natale, le scarpe da sistemare, le scorte, gli attrezzi e tutte quelle ...
Quando si conosce una casa da molto tempo, si finisce inevitabilmente per considerare naturale il modo in cui è organizzata: quel corridoio è sempre stato lì, il tavolo ha sempre occupato quell'angolo, una certa ...
Quando si arreda una casa, comprare tutto nuovo è certamente la strada più semplice: le collezioni sono già coordinate, i colori seguono le tendenze del momento e basta sfogliare un catalogo per trovare ambienti ...
Negli ultimi anni l’arredamento è diventato sempre più minimal: colori neutri, superfici pulite, tanto bianco, pochi oggetti.
Nelle fotografie funziona benissimo. Nella vita quotidiana, però, una casa ha bisogno ...
In una ristrutturazione il budget conta, ma ancora di più conta dove viene speso.
Ci sono cose sulle quali vale la pena investire perché vengono usate ogni giorno e devono durare: un buon rubinetto, una ferramenta ...
Negli ultimi decenni abbiamo riempito le case di materiali a base plastica: ecopelle, PVC, poliestere, laminati, rivestimenti sintetici e compositi di ogni genere. Spesso vengono scelti perché costano meno, richiedono ...
Quando si parla di ristrutturazione si pensa facilmente a demolizioni, materiali nuovi, mobili da sostituire e una lunga lista di lavori. In realtà, per cambiare profondamente l’aspetto di una casa, qualche volta ...
Ci sono oggetti che una macchina può produrre perfettamente uguali migliaia di volte, con precisione, velocità e costi difficili da raggiungere attraverso il lavoro manuale.
In moltissimi casi è esattamente ciò che ...
Quando progetto una casa penso naturalmente all’aspetto, alle proporzioni, ai materiali e alla luce, però cerco sempre di immaginare anche quello che succederà dopo, quando le fotografie saranno state fatte e ...
Quando troviamo in una casa un oggetto, un materiale o una soluzione tecnica che ha molti anni, siamo facilmente portati a considerarlo superato.
Viviamo in un’epoca nella quale prodotti e tecnologie vengono sostituiti ...
Per me il progetto è il momento in cui una casa comincia davvero a cambiare.
I lavori inizieranno più tardi, con muratori, impianti, materiali e polvere. Prima, però, quella casa viene costruita una prima volta ...
Una casa può essere destinata a tante vite diverse: può diventare l’abitazione di qualcuno, essere venduta, affittata, trasformata in casa vacanza oppure utilizzata soltanto in alcuni periodi dell’anno. In tutte ...
Ci sono case che conquistano subito.
Sono luminose, ordinate, ristrutturate, fotografate bene. È facile immaginarsi dentro.
Poi ce ne sono altre che chiedono uno sforzo in più.
Hanno colori passati di moda, mobili ...
Negli ultimi trent'anni è cambiato moltissimo il modo in cui utilizziamo la casa e, insieme alle nostre abitudini, è cresciuta anche la quantità di apparecchiature elettriche ed elettroniche che ci accompagnano ogni giorno.
In cucina convivono macchina del caffè, bollitore, tostapane, frullatore, robot, forno elettrico e, sempre più spesso, piano a induzione.
In bagno abbiamo asciugacapelli, piastre e piccoli apparecchi per la cura personale; nelle altre stanze si aggiungono computer, monitor, televisori, modem, caricabatterie, aspirapolvere, climatizzatori e dispositivi che qualche decennio fa semplicemente non esistevano oppure erano presenti in quantità molto inferiore.
Sono tutti strumenti ormai profondamente integrati nella nostra vita, e proprio per questo anche la casa deve essere capace di accoglierli con razionalità, possibilmente mantenendo un occhio di riguardo ai consumi ed alla salubrità degli ambienti.
Entrando in un appartamento costruito o ristrutturato molti anni fa, una delle differenze più evidenti rispetto alle esigenze attuali è spesso la quantità e la posizione delle prese.
Una volta potevano bastare pochi punti di prelievo dell'energia: una presa accanto al letto, una in soggiorno, forse una o due in cucina. Oggi la stessa stanza può aver bisogno contemporaneamente di alimentare una lampada, un telefono, un computer e altri dispositivi, mentre sul piano della cucina diversi apparecchi vengono utilizzati più volte durante la giornata.
Quando i punti disponibili sono pochi, il problema viene spesso risolto con ciabatte, adattatori e prolunghe. È una soluzione immediata che, moltiplicata per tutta la casa, produce facilmente cavi in vista, ingombri e collegamenti poco razionali; soprattutto, rende più difficile capire quali carichi stiamo realmente concentrando sullo stesso punto o sullo stesso circuito.
Per questo, quando si interviene su una casa, la posizione delle prese merita lo stesso ragionamento che dedichiamo agli arredi. Bisogna chiedersi dove verranno utilizzati gli apparecchi, quali funzioneranno contemporaneamente e quali esigenze potrebbero comparire negli anni successivi.
Una presa nel posto giusto costa relativamente poco quando l'impianto viene progettato o aggiornato; accorgersi dopo che ne manca una proprio dove serve porta quasi sempre a compromessi meno ordinati.
C'è poi un aspetto meno visibile, che riguarda ciò che si trova dietro la presa.
Gli apparecchi domestici sono diventati in molti casi molto più potenti. Un ferro da stiro contemporaneo può assorbire 2.400 W, mentre un asciugacapelli domestico si colloca facilmente fra 1.800 e 2.200 W. A 230 V, 2.300 W corrispondono già indicativamente ai 10 ampere nominali di una presa "piccola" (da 10 Ampere).
Questo rende importante conoscere l'impianto che stiamo utilizzando: sezione dei cavi, caratteristiche delle prese, protezioni, suddivisione dei circuiti e potenze previste devono essere coerenti tra loro e con gli apparecchi che colleghiamo.
In una casa datata la semplice presenza di una presa sulla parete ci dice molto poco su ciò che quella linea è stata progettata per sopportare. Se l'impianto deve essere modificato o se si vogliono utilizzare carichi importanti, la verifica spetta a un elettricista qualificato, che può valutare cablaggi, protezioni e stato dei componenti.
La sicurezza nasce anche da questa consapevolezza: sapere che cosa stiamo collegando, dove lo stiamo collegando e quale parte dell'impianto dovrà sostenere quel carico.
La questione si allarga ulteriormente quando consideriamo più apparecchi contemporaneamente.
3 kW è, secondo Arera, la potenza impegnata più diffusa nelle abitazioni italiane; la normale tolleranza del 10% significa che oltre circa 3,3 kW il contatore può interrompere l'erogazione. Oggi è possibile scegliere potenze superiori con incrementi di 0,5 kW fino a 6 kW, adattando il contratto alle reali necessità della casa.
Tre kilowatt potevano essere perfettamente adeguati a una casa con cucina a gas, pochi grandi elettrodomestici e un numero limitato di apparecchi elettrici.
In una casa contemporanea possono invece richiedere una continua gestione delle accensioni.
Pensiamo a una situazione quotidiana: qualcuno cucina con il piano a induzione mentre la lavatrice sta scaldando l'acqua e un'altra persona usa il phon.
Un moderno piano a induzione da 60 cm può avere una potenza massima di 7,2 kW, anche se molti modelli permettono di impostare un limite più basso; un phon può assorbire circa 2 kW e anche la lavatrice presenta picchi significativi durante il riscaldamento dell'acqua.
Con 3 kW bisognerà inevitabilmente organizzare l'uso degli apparecchi oppure limitare la potenza del piano. Una fornitura da 4,5 o 6 kW offre molta più libertà, e la scelta corretta dipende dal numero degli apparecchi, dalla loro potenza e da quanto frequentemente vengono utilizzati insieme.
Questa valutazione dovrebbe entrare nel progetto della casa esattamente come entrano la disposizione della cucina o la scelta degli arredi.
Il tema dell'elettricità è soltanto un esempio di un principio più ampio.
Le nostre abitudini cambiano. Possiamo iniziare a lavorare da casa, passare dalla cucina a gas all'induzione, avere bisogno di climatizzazione, creare un piccolo laboratorio oppure scoprire che una stanza utilizzata per anni in un certo modo adesso deve svolgere una funzione diversa.
Una casa progettata con un po' di lungimiranza riesce ad assorbire questi cambiamenti più facilmente. Significa prevedere qualche possibilità in più, lasciare passaggi accessibili quando è ragionevole farlo, distribuire con criterio i punti di alimentazione e dimensionare gli impianti in funzione della vita reale invece di limitarsi alle necessità del momento.
Naturalmente sarebbe impossibile prevedere ogni tecnologia che entrerà nelle nostre case fra vent'anni. Possiamo però evitare di costruire soluzioni così rigide da rendere complicato qualunque adattamento futuro.
Quando guardo una casa mi interessa capire come viene utilizzata oggi e quali trasformazioni siano realisticamente prevedibili.
Quante persone la abitano? Dove lavorano, cucinano, si preparano, ricaricano i dispositivi? Quali apparecchi funzionano spesso insieme? Ci sono ambienti destinati probabilmente a cambiare funzione? Esistono impianti che oggi sono sufficienti e che potrebbero diventare rapidamente un limite?
Sono domande molto concrete, perché una casa comoda dipende anche da cose che quasi non vediamo.
Una distribuzione intelligente dei punti elettrici, circuiti adeguati, una potenza disponibile coerente con le abitudini e una certa predisposizione al cambiamento possono evitare per anni piccoli fastidi quotidiani e interventi correttivi.
Una casa ben progettata accompagna le persone mentre cambiano le loro abitudini, perché anche ciò che sta dietro alle pareti fa parte del modo in cui viviamo gli spazi.